Gli impressionisti: da Monet a Degas

Salve a tutti! Oggi continuiamo con l’impressionismo, e vedremo nel dettaglio i vari artisti che hanno lasciato un segno nella storia dell’arte. Il mio preferito fra loro? Lo saprete alla fine del post! 

Il primo artista di cui vi parlo è forse il pioniere dell’impressionismo, Claude Monet, la passione per l’arte si manifesta sin dall’adolescenza. Da giovane infatti si dimostra abilissimo con le caricature che vende per pochi spicci. In questi anni incontra Eugène Boudin, artista già affermato, che con pazienza insegna al giovane Monet le basi per dipingere la natura e gli trasmetterà l’amore per la pittura en plein air. Partito sedicenne per Parigi, qui conosce Courbet, con cui nasce una forte amicizia. Nel 1883 si traferisce con la seconda moglie e i figli nel piccolo paese di campagna di Giverny per poter ritrarre la natura in completa libertà. È nel 1889 che alla sua arte viene dato lo spazio che merita con una mostra personale alla galleria Petit di Parigi. Da questo momento in poi verrà considerato uno dei grandi dell’arte francese. A Gliverny comincia a dipingere una delle sue famose serie che ritrae Covoni di grano. Del resto Monet non era nuovo alla serialità nei suoi dipinti: famose sono le serie delle Cattedrali, dei Pioppi ma soprattutto quella delle Ninfee. La scelta delle serie deriva dalla filosofia che anima la pittura di Monet: quella di ritrarre la natura così com’è, sempre in mutamento; per cui anche ritrarre sempre lo stesso soggetto non significa riprodurre lo stesso dipinto in quanto luce, vento e ombre restituiscono agli occhi dell’artista un soggetto sempre nuovo.

Claude Monet, Ninfee, olio su tela, 1920-1926, Museo dell’Orangerie

Le opere di Pierre-Auguste Renoir sono un inno all’ottimismo e alla spensieratezza. L’artista ha condiviso con i suoi colleghi e amici la miseria e le difficoltà, ma anche le serate ubriache, nella Parigi bohemien di fino Ottocento. Per questo i personaggi delle sue opere paiono danzare, come se si potesse rimanere giovani per sempre, come se non bastasse tutto il denaro del mondo per pagare una mattinata spensierata con gli amici, al circolo dei canottieri. Per “bohemien” si intende lo stile di vita anticonformista di artisti, scrittori e musicisti europei di fine Ottocento, che vivevano nei quartieri poveri delle capitali, rifiutando i valori imposti dalla società del tempo. La passione per l’arte, la promiscuità sessuale e l’abuso di alcol e droghe spesso accompagnavano le loro esistenze. Il pittore dimostra di amare l’arte fin da bambino, così il padre lo indirizza alle decorazioni delle porcellane, per permettergli di esercitare il suo talento. Dopo essere entrato nell’Ecole des Beux-Arts, Renoir decide di abbandonare la pittura in studio per andare a dipingere all’aperto (en plein air), per catturare l’essenza delle luce e dei colori. La sua giovinezza è segnata dalle ristrettezze economiche, da amicizie intense e dalla compagnia di voluttuose modelle. Renoir riuscirà a cogliere l’energia di questi corpi giovani e dalle forme generose nelle sue opere, che sono un inno alla gioia di vivere e alla spensieratezza. Renoir continua a dipingere anche quando, ormai vecchio e colpito da artrite reumatoide è costretto su un sedia a rotelle. Per realizzare il suo ultimo capolavoro, Le bagnanti (1919), si fa legare il pennello al polso perché non gli cada dalla mano ormai malferma.

Pierre-Auguste Renoir, Il pranzo dei canottieri

 Pierre-Auguste Renoir, Il pranzo dei canottieri, olio su tela, 1880-1882, olio su tela, 129,5×172,5 cm, Phillips Collection, Washington

Il terzo ed ultimo impressionista di oggi è Edgar Degas, passato alla storia come “il pittore delle ballerine”. Nelle sue opere vive l’anima di una Francia che è rimasta nel cuore di molti, di una Parigi elegante, romantica, dall’anima snob e decadente. Pur partecipando a numerose mostre con gli impressionisti, Degas non amava dipingere en plein air, come facevano i suoi colleghi, tanto che un giorno dichiarò: “Se fossi al governo, istituirei un reparto speciale della gendarmeria solo per tenere d’occhio gli artisti che dipingono all’aperto i propri paesaggi”. Anche i tratti distintivi della pittura di Degas non somigliano a quelli di altri impressionisti come Monet o Renoir. L’artista infatti dipinge essenzialmente ambienti chiusi, ripresi da angolazioni insolite con pennellate rapide e sciolte. Osservando le opere di Degas si ha l’impressione che siano testimonianze fedeli della realtà: in realtà egli ritraeva le modelle singolarmente nel suo atelier, per poi unire questi soggetti nell’opera conclusa. Degas ama ritrarre soggetti femminili: ballerine (soprattutto), lavandaie, sarte.

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Edgar Degas, La lezione di danza, olio su tela, 1871-1874, olio su tela, 85×75 cm, Musée d’Orsay, Parigi

 

Allora, avete capito quale tra questi tre artisti straordinari è il mio preferito? La risposta la trovate in questo dipinto! Sapete riconoscerne l’autore?  

 

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