Recensione lettura: “Gli sdraiati” di Michele Serra

Buon venerdì 

Oggi torno alla carica con un’altra recensione di un libro tanto semplice quanto sconvolgente nella sua tremenda semplicità che tutto risulta tranne che banale! La Repubblica ci dà una chiara definizione del libro che, a mio avviso, racchiude e riassume perfettamente ciò che quest’opera effettivamente trasmette, ossia “il silenzio dei padri di fronte ai figli stesi sul divano”, perché sì, divorando questo libro noi figli riusciamo a cambiare il nostro punto di vista spesso così immobile e sfacciato, ci “alziamo dal divano” e ci accorgiamo di quanto coloro che chiamiamo genitori siano in realtà così fragili, totalmente spiazzati dal nostro comportamento così imperturbabile. Ecco, Michele Serra rende talmente bene l’idea che è praticamente impossibile non nutrire un profondo senso di affetto e quasi di intima solidarietà per questo padre che altro non vuole che una parola da parte del figlio, troppo immerso nella sua musica, nelle spire del suo divano per prestargli attenzione. Il padre dello sdraiato in questione non riesce ad imporsi, a farsi rispettare, e lo ammette lui stesso, pagina dopo pagina: non ne è capace semplicemente perché il desiderio di approvazione e di attenzione da parte del figlio è talmente forte che ogni suo tentativo autorevole finisce col rivelarsi un fiasco. Ed è così che il libro si sviluppa e ci trascina nella quotidiana rassegnazione di quest’uomo, fatta di domande, di dubbi, di incertezze ma soprattutto di amore, un amore grande, puro, unico, che trapela rigo dopo rigo, incertezza dopo incertezza, indecisione dopo indecisione. 

Ne “gli sdraiati”, la forza satirica e la pungente ironia di Michele Serra raggiungono il loro apice, proiettandoci da protagonisti a spettatori impotenti di un futuro che noi stessi figli stiamo plasmando: un futuro asettico, amorfo, apatico, fatto di Ipod e telefonini che rappresentano ormai un prolungamento dei nostri arti e della nostra stessa mente. Concludendo il libro ho dato via ad una riflessione: vogliamo davvero diventare così? Vogliamo davvero vivere da sdraiati, abbandonando ideali, emozioni, voglia di fare e di sognare, privandoci di quegli irripetibili ed impagabili momenti che solo alzandoci da quel divano possiamo vivere?

Lasciando aperta questa riflessione così tristemente attuale (mi piacerebbe sentire la vostra opinione nei commenti!), vi lascio alla trama e alla scheda del libro 🙂

“Forse sono di là, forse sono altrove. In genere dormono quando il resto del mondo è sveglio. Sono gli sdraiati. I figli adolescenti, i figli già ragazzi. Michele Serra si inoltra in quel mondo misterioso. Non risparmia niente ai figli, niente ai padri. Racconta l’estraneità, i conflitti, le occasioni perdute, il montare del senso di colpa, il formicolare di un’ostilità che nessuna saggezza riesce a placare. Quando è successo? Dove ci siamo persi? E basterà, per ritrovarci, il disperato, patetico invito che il padre reitera al figlio per una passeggiata in montagna? Fra burrasche psichiche, satira sociale, orgogliose impennate di relativismo etico, il racconto affonda nel mondo ignoto dei figli e in quello almeno altrettanto ignoto dei “dopopadri”.”

Risultati immagini

 

 

Titolo originale: Gli Sdraiati

Autore: Michele Serra

Casa EditriceFeltrinelli (2013)

VOTO – ★★★★★

 

 

 

 

 

 

Alla prossima 

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