Vincent Van Gogh: Vita segreta di un artista tormentato

Buon martedì

Oggi voglio parlarvi di un artista che, più che per le sue opere di per sè, mi ha sempre catturata aed affascinata dal punto di vista del suo vissuto, travagliato e tormentato: Vincent Van Gogh.

Questo grande artista, morto alla giovane età di 37 anni a causa di un colpo di pistola che si sparò al petto, era affetto da schizofrenia, forse da epilessia. Van Gogh aveva cominciato tardi a dipingere, solo dieci anni prima della sua morte, ma dipinse ad un ritmo talmente frenetico che realizzò quasi 900 opere, riuscendo però a venderne durante la sua vita solamente una. Apparteneva a tanti luoghi, come Arles, nel sud della Francia, e Parigi, dove non si ambientò mai. Ripercorriamo insieme le tappe della sua vita!

Van Gogh nasce il 30 marzo 1853 a Groot Zundert, a pochi chilometri dal confine belga-olandese. Figlio di un pastore protestante, aveva anche un fratello, Theo. Vincent compì gli studi inizialmente nella scuola del suo villaggio, per terminarli infine a Tilburg. All’età di 16 anni si recò a L’Aja, dove lavorò in un negozio di Goupil, uno dei più grandi mercanti d’arte di quel tempo. In questo modo Van Gogh entrò in contatto con il mondo della pittura spostandosi tra L’Aja, Londra e Parigi. Dopo essere stato licenziato, nel 1876, Van Gogh, dopo un breve soggiorno presso i genitori, andò a Bruxelles e poi in Inghilterra, dove lavorò per un breve periodo. Dopo essere entrato in contatto con il mondo dei minatori e degli operai, iniziò a dar sfogo alla propria vocazione artistica proprio attraverso disegni di minatori, ispirandosi a Millet, pittore che riteneva molto moderno. Di ritorno a L’Aja, dopo un breve periodo a Bruxelles, Van Gogh conosce una giovane donna, abbandonata dal marito e quindi disposta a tutto per mantenersi. Vincent fece di lei la sua modella, per poi formarci una famiglia. Chiusa la storia con Sien Vincent, Van Gogh si spostò in varie città olandesi, continuando a dipingere ispirato da Millet e Courbet. https://i1.wp.com/www.francescomorante.it/images/305a1.jpg Nel 1885 dipinse I mangiatori di patate, con lo scopo di far capire la dura vita contadina. Nel periodo che passò a Neunen, il pittore dipinse senza sosta, senza alcun riguardo per la sua già precaria salute. In questo periodo realizzò almeno 185 tele e 250 disegni, un quarto di tutta la sua produzione. Molte di queste opere furono dedicate ai contadini, alcune a paesaggi e nature morte. Nel 1885 si trasferisce ad Anversa, frequentando assiduamente chiese e musei della città, dove scopre le stampe giapponesi e ammira il colorismo di Rubens. Qui si iscrive alla Scuola di Belle Arti, ma il suo carattere insolente verso l’autorità dei professori gli impedisce di accedere ai corsi superiori: il 31 marzo viene respinto dall’Accademia. Incapace di sopportare l’umiliazione, si reca a Parigi, ospite del fratello, che dirige una piccola galleria d’arte sul boulevard Montmartre. Campo di Papaveri - 1883 - Van GoghQui trascorse due anni di ricerca ed orientamento tra i grandi pittori esposti da Théo: Toulouse-Lautrec, Paul Gauguin, George Seurat. Entra in contatto anche con Cézanne, Renoir e Degas, a cui Van Gogh si ispirò per quanto riguarda l’utilizzo della luce: i colori si fanno più chiari, brillanti. In questo periodo Van Gogh dipinge perlopiù nature morte, paesaggi di Montmartre e sobborghi urbani. https://i0.wp.com/cultura.biografieonline.it/wp-content/uploads/2014/09/Van-Gogh-Self-portrait-autoritratto-1889.jpgIn questi anni Van Gogh dipinge ventitré autoritratti nei quali gli occhi fissi, la barba incolta e la pelle tirata mostrano la stessa tensione che lo aveva tormentato negli anni precedenti e che non lo abbandonerà fino alla morte. Van Gogh non vedeva di buon’occhio la poetica dell’impressionismo, fatta di un’arte superficiale intrisa di ottimismo: per questo motivo ne abbandona la culla, Parigi, e si trasferisce in Provenza, ad Arles. Nel periodo ad Arles Van Gogh realizza una serie di frutteti in fiore e molti capolavori, come Il ponte di Langlois. Il ponte di Langlois - 1888 - van Gogh Vastamente influenzato dalle stampe giapponesi, il colore si fa limpido, fluido e senza ombre. Nel maggio 1888 Van Gogh affitta un’ala della Casa Gialla (così chiamata per via del colore della sua facciata), e realizza una delle sue opere più celebri, La terrazza di un caffè di notte. Cruciale il rapporto con Gauguin, con il quale l’artista aveva stretto un profondo rapporto di amicizia: presto però Gauguin si rivelò troppo pesante agli occhi del collega, e il loro rapporto iniziò a deteriorarsi. Il 24 dicembre scoppia una violente lite tra i due. Il giorno dopo Gauguin lascia la casa dell’amico, ciò scatena in Van Gogh una reazione inaspettata: si taglia infatti il lobo di un orecchio e corre ad offrirlo ad una ragazza del bordello alla quale si era affezionato. La sua salute mentale è compromessa gravemente, ma nonostante la depressione Van Gogh continua a dipingere. E’ all’interno dell’asilo per malati mentali a Saint-Remy-de-Provance, dove si era recluso volontariamente, che nascono i suoi più grandi capolavori (Notte Stellata, Strada con Cipresso sotto il cielo Stellato, il parco dell’asilo).

https://i2.wp.com/www.myurbanbonton.com/wp-content/uploads/2015/01/sentiero-di-notte-in-provenza-van-gogh.jpeg

Nel febbraio del 1890 il suo senso di oppressione si concretizza nel quadro La ronda dei carcerati, dove la fila dei detenuti che camminano in circolo, stretti e sorvegliati, ben esprime il suo stato d’animo. Sempre di questo periodo è Il Giardiniere, uno dei pochi dipinti di Van Gogh oggi presenti in Italia (GNAM). Dopo essersi dimesso dall’ospedale psichiatrico ed aver passato un breve periodo a casa del fratello (che intanto si era sposato e aveva avuto un figlio a cui Van Gogh dedica I mandorli in fiore) va a vivere a Auvers-sur-Oise, un comune non lontano da Parigi e meta di numerosi artisti. Qui viene seguito da uno specialista in malattie nervose che ha legami con Cézanne: questo stimola molto Van Gogh, che in questo periodo dipinge settanta quadri (tra cui Campo di grano sotto il cielo in tempesta e Campo di grano coi corvi). https://i1.wp.com/www.lavoroculturale.org/local/cache-vignettes/L450xH211/450px-Vincent_van_Gogh__1853-1890__-_Wheat_Field_with_Crows__1890_-dffc8.jpg Quest’ultimo dipinto sembra quasi un presagio per la morte che non tarderà ad arrivare: realizzato in modo sommario ed impaziente, i colpi di pennello sono rapidi. Nei suoi ultimi due mesi di vita, Van Gogh dipinge oltre ottanta opere. Grazie all’amicizia col suo medico, il pittore olandese pensa di aver trovato finalmente serenità: è quanto traspare nei suoi ultimi dipinti. Nel mese di luglio, alcuni problemi familiari, come le difficoltà economiche del fratello Théo e la salute vacillante di suo figlio, minano ulteriormente lo stato d’animo del pittore, ormai nell’oblio. Il 27 luglio avviene l’epilogo: Van Gogh, dopo essere stato a dipingere nei campi, rientra nella locanda dove alloggiava e confessa di essersi sparato un colpo di pistola al pettohttps://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/2/26/Vincent_Willem_van_Gogh_054.jpg/283px-Vincent_Willem_van_Gogh_054.jpg Il fratello si precipita al suo capezzale, ma il destino di Van Gogh è già segnato: muore all’alba del 29 luglio 1890 all’età di trentasette anni nella locanda Ravoux.

 

 

 

 

 

 

Alla prossima!

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