Giovanni Boldini: il “poeta dell’immagine”

Buon sabato! 

Come avrete capito sono sempre aggiornatissima sulle mostre più recenti ospitate dalla mia meravigliosa Città Eterna, e anche questa volta, dopo Hopper, non ho potuto fare a meno di segnarmi sul calendario una qualsiasi data possibile per visitare la mostra di Giovanni Boldini, che si tiene al Vittoriano di Roma dal 4 Marzo al 16 Luglio 2017. E dato che tra non molto sarà il mio compleanno… non sarebbe male trascorrere qualche ora circondata dalle opere di questo meraviglioso artista che adoro! Per questo motivo ho deciso di parlarvene in breve, cercando di focalizzare l’attenzione sui suoi meravigliosi ritratti di donne, che ci lasciano uno squarcio della vita bene ottocentesca.

Nato a Ferrara il 31 dicembre 1842, Giovanni Boldini forma il suo gusto estetico e per l’arte grazie all’influenza del padre, pittore e restauratore. Talento precoce, nel 1862 Boldini frequenta l’Accademia di Belle Arti di Firenze. Lì viene in contatto con il circolo di pittori realisti toscani, noti come i Macchiaioli, e sviluppa una particolare amicizia con Telemaco Signorini e Cristiano Banti che hanno su di lui una notevole influenza, introducendolo alla pittura della natura ed alle suggestioni della scuola di Barbizon.
Nel 1867, durante una visita a Parigi per l’Esposizione Universale, Boldini viene affascinato dalla bellezza dei dipinti di Courbet, Manet e Degas, artisti con i quali stabilisce autentiche amicizie.
Al pittore piace molto Parigi, considerata allora la capitale culturale d’Europa, e vi si trasferisce definitivamente nel mese di ottobre 1871, stabilendosi a Place Pigalle.

Primavera (1873) - Giovanni Boldini

Giovanni Boldini, Primavera, 1873

Ritratto della contessa Carlotta Aloisi Papudoff (1869) - Giovanni Boldini

Giovanni Boldini, Ritratto della Contessa Carlotta Aloisi Papudoff, 1869

Le tele preparate in questo periodo sono prevalentemente “di genere”, nelle quali Boldini riporta gli ambienti ottocenteschi, ma anche scene di vita parigina e immagini di donne elegantemente vestite. Alcune opere sono commissionate da Adolphe Goupil e da altri commercianti parigini.
Nel 1886 realizza due ritratti (il primo con tecnica a olio, l’altro a pastello) per il grande musicista Giuseppe Verdi, ritratti che ormai sono entrati nel nostro immaginario collettivo, in particolare quello che è stato riprodotto per molto tempo sulle iconiche mille lire.

Giovanni Boldini, Ritratto di Giuseppe Verdi con cilindro, 1888, Roma, Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea
L’artista, ormai famosissimo, è acclamato come uno dei ritrattisti più importanti della Belle Époque a Parigi. Il suo stile unico lo distingue dai suoi contemporanei.
Giovanni Boldini è morto a Parigi il 12 gennaio 1931.

Giovanni Boldini, Ritratto della principessa Marthe-Lucile Bibesco, 1911

 

A Giovanni Boldini è anche legata una scoperta interessante avvenuta nel 2010 a Parigi, Square la Bruyère 2,nel quartiere di Montmartre. Qui venne ritrovato un appartamento che era stato chiuso per ben settanta anni.Il ritrovamento poteva passare per un fatto ordinario,tranne per l’eccezionalità del suo caso. All’interno,infatti,venne recuperata una quantità di materiale d’epoca sorprendente;un tesoro di oggettistica che rimandava ad altri tempi,dove la polvere e il chiuso avevano dato ancor più fascino e valore alle stanze.
Nell’appartamento venne scoperta anche una tela di grande pregio,raffigurante una donna bellissima in abito da sera. La donna raffigurata, proprietaria dell’appartamento, è nientepopodimeno che Madame de Florian. Nel 1872 il giovane pittore,arrivato a Parigi,dove aprì un suo studio a Montmartre. Parigi viveva allora uno dei periodi più fiorenti : un crescente progresso economico e tecnologico,una società mondana attiva,una spiccata vivacità culturale,un’epoca che fuggiva verso la leggerezza e il piacere,e si concretizzava nei quadri degli Impressionisti,nelle fotografie di Nadar,negli stupendi abiti del couturier Charles Worth,negli angoli del Moulin Rouge.
Anche Giovanni Boldini era diventato un oggetto dell’alta società parigina, divenendo uno dei ritrattisti più ricercati del bel mondo;ciò gli consentì fama e ricchezza.
Soprattutto erano le dame aristocratiche che si contendevano l’artista; per quello spirito estroso che improntava sulle tele,la bellezza,la raffinata sensualità : esse venivano rappresentate non come erano,ma come volevano essere.
Nel 1888 Giovanni Boldini ritrasse una delle donne più affascinanti e famose sulla scena mondana,Marthe de Florian ( 1864-1939 ),al secolo Mathilde Héloïse Beaugiron,bella cortigiana, che vantava amanti facoltosi,una vita turbolenta e alcuni figli illegittimi.
Il dipinto non era una commissione e in effetti non fu mai elencato o esposto,ma si trattava di un dono dell’artista alla sua amante. Boldini la rappresentò nel pieno della sua bellezza,a ventiquattro anni,fasciata da un abito di seta rosa molto scollato,seduta sul divano in una posa sensualissima,il capo rivolto verso destra,il décolleté bianchissimo. Pronta per essere ammirata e corteggiata.

Marthe lo portò nel suo magnifico appartamento,tipicamente sovraccarico,lezioso ed eccentrico,dove visse fino alla fine dei suoi giorni,ricevendo amanti,leggendo sui giornali fatti più o meno importanti,accumulando gioielli e ninnoli; intanto che la storia si annidava piano piano nella sua abitazione.
Lo lasciò in eredità ad una nipote,Solange Beaugiron,che vi abitò fino al 1942,quando la Francia fu invasa dalla Germania nazista, Solange fu costretta a fuggire,chiudendo dietro di sé la porta per sempre.
Quel che si imbatté settant’anni dopo,con grande sorpresa,l’ufficiale giudiziario Oliver Choppin-Janvry, fu un appartamento di 140 m2, intatto,come se fosse passata di lì la fata buona della “Bella Addormentata”, addormentando la casa e lasciandola così come era stata.

Alla prossima

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